Il virus di Epstein-Barr (EBV)

Il virus di Epstein-Barr (EBV) è il microrganismo responsabile della mononucleosi, una malattia contagiosa che colpisce soprattutto bambini e adolescenti (è spesso chiamata “malattia del bacio”, per la facilità di diffusione attraverso questo tipo di contatto).
Si stima che 95% di persone vengano contagiate dal virus di Epstein Barr prima dei 40 anni, non sempre manifestandone i relativi sintomi.
Questo virus si trova nella saliva di persone infette e può essere diffuso attraverso:
• baci,
• esposizione a tosse e starnuti,
• condivisione di tazze, bicchieri e posate non lavate correttamente,
• …
Il virus EBV può essere trovato nella saliva di chi ha avuto la malattia ancora per molti mesi a seguito della guarigione, talvolta per anni; questo succede perché il virus rimane inattivo nel corpo per il resto della vita a seguito della prima esposizione. Per la maggior parte delle persone il virus inattivo non provoca alcun sintomo, tuttavia può succedere che invece periodicamente si riattivi, tornando ad essere presente anche nella saliva. Questa riattivazione può essere asintomatica, oppure causare sintomi per un breve periodo.
Molti contagi, soprattutto in giovane età, passando del tutto inosservati e privi di sintomi, mentre in altri casi la sintomatologia può manifestarsi in modo severo.
I sintomi compaiono in genere da 4 a 6 settimane a seguito del contagio e i principali sono:
• febbre elevata,
• mal di gola, spesso descritto come il più doloroso mai avuto,
• gonfiore delle ghiandole del collo e, eventualmente, in altre parti del corpo, come ad esempio sotto le ascelle,
• affaticamento (stanchezza severa);
possono essere talvolta presenti altri sintomi, come:
• un senso generale di malessere,
• muscoli doloranti,
• brividi,
• sudorazione,
• perdita di appetito,
• dolore intorno o dietro gli occhi,
• tonsille gonfie, tanto da influenzare la respirazione,
• piccole macchie rosse o viola sul palato,
• eruzione cutanea (spesso presente in caso di somministrazione di amoxicillina),
• gonfiore intorno agli occhi,
• gonfiore addominale,
• ittero (colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi).
Alcuni di questi sintomi possono comparire un paio di giorni prima dei principali, descritti nel primo blocco.
La maggior parte dei sintomi di solito si risolve entro due o tre settimane. La gola normalmente rimane dolente sopratutto per i primi 3-5 giorni, mentre la febbre può persistere fino a 2 settimane o più.
La fatica è il sintomo più persistente della mononucleosi e spesso dura un paio di settimane, anche se alcune persone possono sentirsi costantemente affaticate per diversi mesi dopo la scomparsa degli altri sintomi (soprattutto quando la malattia viene contratta in età adulta).
Le complicanze associate alla mononucleosi sono rare, ma quando si verificano possono essere gravi:
• ulteriori infezioni in altre zone del corpo, compreso il cervello, fegato e polmoni;
• grave anemia (carenza dei globuli rossi, responsabili del trasporto di ossigeno);
• difficoltà respiratorie a causa delle tonsille gonfie;
• rottura della milza, che può richiedere un intervento chirurgico.
La mononucleosi viene diagnosticata basandosi sui sintomi e sui risultati degli esami del sangue, che comprendono l’emocromo completo e il test specifico per la mononucleosi.
Diagnostica di laboratorio
Sono attualmente disponibili diversi tipi e classi di esami per gli anticorpi EBV. Gli anticorpi sono proteine prodotte dall’organismo come risposta immunitaria a diversi antigeni del virus Epstein-Barr. Nel corso dell’infezione primaria da EBV, il livello degli anticorpi specifici aumenta e diminuisce, a seconda della fase in cui si trova l’infezione. La misurazione di questi anticorpi nel sangue può essere d’aiuto per la diagnosi, e di solito dà al medico informazioni utili sullo stadio in cui si trova l’infezione, e sul momento in cui l’infezione è avvenuta.

Ecco una tabella che riassume le varie interpretazioni dei risultati di quest’esame

VCA-IgM
VCA-IgG
EA-D, IgG
EBNA, IgG
Possibile interpretazione
Negativo
Negativo
Negativo
Negativo
Nessuna infezione, i sintomi hanno una causa diversa, vulnerabilità all’infezione da EBV
Positivo
Positivo
Negativo
Negativo
Prima infezione in fase iniziale
Negativo o positivo
Positivo
Positivo
Negativo
Infezione attiva (però gli anticorpi EA-D IgG possono essere rilevabili per tutta la vita nel 20% dei pazienti)
Negativo
Positivo
Negativo
Positivo
Infezione passata
Negativo
Positivo
Positivo
Positivo
Probabile riattivazione del virus

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Scritto da Francesca Di Luca

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