LA VACCINAZIONE: COME, QUANDO SI ESFFETTUA E LA SUA IMPORTANZA

 

 

La vaccinazione (o immunizzazione) è un mezzo con il quale è possibile prevenire una grave malattia, questa pratica fornisce al sistema immunitario l’occasione per acquisire l’esperienza necessaria ad evocare una risposta protettiva contro un determinato microrganismo patogeno, con rischi minimi per la salute e per la vita stesso dell’individuo.

Una volta iniettato, il vaccino viene intercettato dal sistema immunitario e determina una memoria immunologica. Nel caso in cui il soggetto vaccinato venga successivamente a contatto con l’agente patogeno, le cellule deputate alla difesa lo riconoscono, lo neutralizzano ed evitano l’infezione o la malattia. La vaccinazione, quindi, insegna al sistema immunitario a difendersi rispetto ad un microrganismo infettivo che non ha mai visto prima, senza però subirne i danni.

Quali vaccinazioni sono obbligatorie in Italia?

In Italia, una serie di vaccinazioni sono considerate obbligatorie ed imposte dallo Stato per evitare epidemie di massa. Per tutti i nuovi nati, in particolare, è prevista la somministrazione del vaccino contro difteritetetanopoliomielite ed epatite virale B.

 

Cosa è cambiato dal 2017

Con il decreto legge in materia di prevenzione vaccinale per i minori da zero a 16 anni, approvato il 19/05/2017 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da quattro a dodici; oltre a quelle già viste

  • anti-poliomelitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;

si aggiunge l’obbligatorietà di vaccinazione per

 

Il ciclo delle vaccinazioni inizia di norma nel terzo mese di vita (due mesi compiuti); poiché questo è il periodo in cui il bambino comincia a produrre i propri anticorpi (nei primi mesi di vita è protetto dagli anticorpi materni). Per ottenere una efficace protezione nel tempo, è necessario rispettare quanto stabilito dal calendario vaccinale, che fissa gli intervalli di tempo nei quali è opportuno vengano somministrati i vaccini ed i successivi richiami.

Per quanto riguarda gli adulti, esistono vaccinazioni obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori più a rischio. Tra queste vi sono l’antitetanica (per sportivi, agricoltori, metalmeccanici, operatori ecologici, minatori), l’antimeningococcica, l’antitifica, l’antidifto-tetanica, l’antimorbillo-parotiterosolia (per le reclute dell’esercito) e l’antitubercolare (per il personale sanitario). Una serie di vaccinazioni, inoltre, sono obbligatorie per i viaggiatori diretti in particolari destinazioni.

Quanti tipi di vaccino esistono?

Un vaccino inattivato prevede l’utilizzo di particelle virali o batteriche complete, ma trattate chimicamente (ad esempio con formalina o agenti chelanti, come l’ossido di etilene) o fisicamente (con irradiazioni o calore), in modo che perdano qualsiasi capacità di replicazione o di causare la malattia.

Rispetto ai vaccini attenuati, presentano come principali vantaggi, la stabilità e la sicurezza, però inducono solitamente una risposta immunitaria minore e per assicurare l’immunizzazione occorre somministrare più dosi di vaccino.

Un vaccino attenuato prevede l’utilizzo di un agente infettivo vivo la cui virulenza è stata attenuata, tanto da non risultare più patogeno per l’uomo.

Questi vaccini si dimostrano, in genere, più potenti nell’indurre un’immunità protettiva rispetto ai vaccini inattivati. Un agente infettivo attenuato, infatti, è ancora capace di replicarsi, anche se entro certi limiti, in modo da mimare una vera e propria infezione.

L’agente infettivo attenuato si ottiene favorendone la crescita in linee cellulari (virus) o terreni di coltura (batteri), in modo da ridurre la sua capacità di crescita nelle cellule umane. Il principale problema di questo tipo di vaccini è che l’attenuazione può non essere stabile, quindi i microrganismi potrebbero ritornare ad essere virulenti.

I vaccini per il morbillo, la parotite, la poliomielite (vaccino di Sabin) e la febbre gialla sono costituiti da virus vivi e attenuati.

Quindi perché è importante vaccinarsi?

Alcune malattie infettive, come ad esempio la poliomielite, nel nostro Paese sono completamente scomparse per effetto della vaccinazione, altre sono vicine all’eliminazione, come la difterite, il morbillo, e la rosolia. Per raggiungere e mantenere il successo delle vaccinazioni bisogna vaccinare il più alto numero di persone possibile. Senza prestare questa attenzione, riemerge il rischio di alcune malattie. . Nessun vaccino, infatti, ha un’efficacia del 100%, ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia, vicina a questa percentuale, l’agente infettivo non può più circolareQuesto fenomeno in inglese si definisce herd immunity che in italiano è spesso detto immunità di gregge.

 

 

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Scritto da Francesca Di Luca

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